Viaggio all’interno del “Vermentino”

Domenica 11 settembre.

Il telefono squilla, è un messaggio: “C’è da portare via la spazzatura dalla sede”

Ok!  Giro il messaggio nel gruppo, chiedo la disponibilità e un colpo di mano. E’ periodo di vendemmie, tutti abbiamo un po’ di uva da tagliare. Risponde Sergio:  Io  sono disponibile ma non posso di primo mattino, vediamoci per l’ora dell’aperitivo”. Rigorosamente “Vermentino”.

Poi appare Delogu, ha le sue solite carte in mano, tipico degli esattori delle tasse. Ovviamente cerca soldi ma senza saperlo si ritrova sul  fuoristrada. Destinazione “Sede”

Mi ordina: “Passa a prendere il carrello, ne avremo bisogno”.

In sede c‘è Sergio, ci aspetta leggendo un ordine di servizio. Quattro colpi e liberiamo tutto. Una montagna, anzi un carrello di carta , che poi alla fine diventano due.

Arrivati all’Ecocentro Comunale veniamo rimproverati dall’operatore della struttura perché, per dovere professionale, ha ripulito la zona industriale che era sede del Parco assistenza. Sia chiaro , nulla di che.  Lui non lo sa, ma è dentro l’associazione, con un compito ben preciso per iniziare e poi si vedrà . Tutta questione di tempo.

 

 

In settimana sono iniziati i lavori dei ripristini delle strade. Questione di rispetto nei confronti delle stesse strade. Sono il nostro patrimonio , il nostro “oro”, ma non solo. Una questione di educazione nei confronti di chi abita in zona o chi le frequenta. Non tutti sono appassionati come noi. A tanti il Rally non  interessa. Comunque creiamo disagio e fastidio e ovviamente il ripristino (che non è gratuito), assume importanza e non è una cosa fine a se stessa.

E intanto sono passate due settimane e la domanda ricorrente è:  “Allora,  com’è andata?”

In tanti ce lo chiedono con il sorriso ma hanno già la risposta in tasca. Vista dall’interno noto tutte le pecche, le mancanze, gli errori. Osservo il lavoro dell’associazione, ma anche il lavoro dei gruppi esterni quali crono, operatori video ,antincendio, de carcerazione (e tanti altri) che talvolta devono sincronizzarsi con la nostra struttura. I problemi ci sono e sono tanti. Da appassionati quali siamo vogliamo ben figurare e chiediamo il massimo anche agli altri. C’è chi lo capisce, c’è chi non è neanche interessato a capirlo. A volte gli ingranaggi si incontrano, a volte no.

 

Contemporaneamente percepisco dei segnali. Io calamito tutto e osservo.

Ad Agosto in Sardegna si va al mare, le temperature sono altissime, il clima rallenta i ritmi.

Qualcuno ha passato le ferie  sotto l’ombrellone  con il telefono in mano a cercare commissari. Altri a tappezzare i tracciati di cartelli e cartellini e a dialogare con il territorio. L’area tecnica deve “chiudere” in diverse direzioni le questioni amministrative e nel frattempo dall’agenzia di viaggi arrivano notizie sconfortanti e rassicuranti al contempo. Abbiamo rischiato di diventare proprietari di una compagnia di navigazione e non lo sapevamo, ma teniamo la calma.

Le ragazze non hanno perso le staffe. Anzi si son viste sorridenti e cordiali nei confronti di Team e corridori.  Qualcuna ha i capelli dritti dopo aver sentire ripetere ancora una volta: “Come siamo messi con i posti letto?”

Qualcuno è stato visto in giro dal mattino alla ricerca  di “Aurora” e chi sarà mai?  Tu dammi retta, li avvistarono in strade di campagna tra la Gallura e il Monte Acuto a montare archi/ gazebo. A qualcun altro il mare è piaciuto di più: li vedevi transitare in via Nenni con una Palio bianca a Porto San Paolo alla ricerca del referente del posto, persona intraprendente, cordiale e molto dinamica. Poi è piovuto, peccato! Un altro andava e veniva da Piazza del Popolo a Località Pirastros Muzzos, sede del Parco Assistenza con una cartella di fogli che aumentava nel contenuto ogni minuto, ma ad ogni sguardo esclamava: “è tutto sotto controllo” Sarà così?

E intanto il tempo passa velocemente.

Squilla il telefono, 45 minuti alle ore 15:00 , orario di partenza. Ho la bandiera  tricolore in macchina. Arrivo ed è il panico, si fa per dire. Ha piovuto tutta la mattina a dirotto e il camion degli allestimenti è ancora davanti all’arco di partenza. A minuti libereranno tutto. I ragazzi sono fradici e noi con il giubbotto invernale. Lì, a tre metri dal mare, al 10 di settembre. E pensare che giovedì sera avremo dovuto fare un giro in barca.

Iniziamo bene. Ma non disperiamo, teniamo la calma e andiamo avanti.

       

Vedo i navigatori avvicinarsi al tavolino dei crono e prendo il telefono in mano: scattano le 15:00 , si avvicina la macchina col numero 1 sul parabrezza, entra  nel suo minuto, il Naviga salta in macchina e mi guarda: io sbandiero e il rumore metallico dell’innesto del cambio smuove la macchina. Stacco felpato di frizione e motore a 2000 giri. Salutano e passano sotto l’arco di partenza. In teoria  dovrei essere agitato e invece non lo sono. Via via scorrono gli altri concorrenti. Non li disturbo , c’è una velata tensione,  tutto normale. Ovviamente lo speaker e la sua valletta si divertono a strappare loro una dichiarazione. Nel frattempo intravedo il primo cittadino di Porto San Paolo che si gode lo spettacolo. Lo invito ad avvicinarsi, non può rifiutare. Intravediamo il suo vice e anche lui, senza rendersene conto, si ritrova con la bandiera in mano a dare il via agli equipaggi rimanenti.

Ogni tanto arrivano i bip dal cellulare. Sono le prime immagini. Mi colpisce il riordino di Calangianus. Tutte le vetture schierate ordinate al millimetro. Un lavoro di squadra, in tutti i sensi.

Il tempo scorre  velocemente sino al finale di gara, senza che il mio telefono  squilli particolarmente. Questo è un buon segnale.

Appuntamento improvvisato in pedana per farci la foto di fine gara. I visi distesi e sorridenti , i toni scherzosi e gli sguardi fieri. Questi li ho notati.

Alcuni mancavano: sono assenze giustificate. Chi per questioni amministrative economiche/sportive e tecniche era impegnato a lavorare. Era l’ora delle verifiche post gara.

La gara è terminata nei tempi previsti. Qualcuno decide di partire subito e arrivare con tutta calma alle navi. Altri decidono di sedersi a gustare un Vermentino fresco, nell’attesa di partire verso la costa.

Non è stata una passeggiata.

Fino a maggio avevamo un progetto di gara pronto, poi stravolto a causa di “agenti esterni”. Abbiamo dovuto rivedere tutto il programma e rifare la programmazione. Qualcuno dice forse in meglio, ma intanto per chi come noi opera per sport e passione, i salti di programma sono un problema in più.

Siamo rispettosi ed esigiamo rispetto, ma siamo anche corazzati e andiamo avanti, grazie al supporto di alcuni “nottambuli” e supportati dalla  Federazione . Ovviamente c’è da tenere sotto controllo la questione pandemica. Poi aggiungiamo che la Sardegna, tipicamente turistica, è stata presa d’assalto insieme a poche altre regioni d’Italia, caro traghetti e posti limitati, aziende che legittimamente chiudono per le ferie. E  ciliegina sulla torta un’ improvvisa allerta meteo. Chiudiamo il cerchio e capiamo il grado di difficoltà del periodo in cui abbiamo lavorato. Telefoni e WhatsApp sono serviti.

Torniamo alla domanda iniziale : “Com’è andata?”

Abbiamo fatto quel che abbiamo potuto, grazie al supporto di tutti e baciati da un pizzico di fortuna che non guasta mai. Comunque le immagini ci piacciono particolarmente.

Tutto sommato ero e sono molto sereno. Ho visto il lavoro dei gruppi andare avanti, il puzzle si stava completando come da programma. Questo per dire che è umanamente impossibile mettere in piedi da soli un evento di queste dimensioni.

Sono orgoglioso e fortunato di avere al mio fianco persone competenti , serie, pazienti, testarde, motivate e molto preparate. Che sanno ascoltare e che hanno una  sana dose di pazzia.

Per questo mi sento di ringraziarli uno alla volta,  visto che negli ultimi mesi (chi più, chi meno),  hanno visto la propria vita stravolta, cambiando abitudini di colazione, pranzo, cena e sonno.

Grazie a :

Pierangela

Mirko

Pietro

Roberto

Andrea (la signorina)

Francesco

Francesco Cozzula

Gianluca

Gianfranco

Andreino

Graziella Asara

Angelo

Giuseppe Pinna

GiaMPaolo Gaias

Emanuele

Tommy

Matteo

Francesco Meloni

Tonino Ena

Sergio

Gianni

Tonino T

Giuseppe

Marco M

Lello Desole

Eleonora

Eva

Franco

Fabio

Cristina

Gabriele

Leonardo

Marco e Alessandra

Andrea Debidda e Marco

Paolo e Marco

Carla Vargiu

Michele Pinna

Pietro Crasta

Giovanni e GiovanniMaria

Graziano Basile

Alessandro Battaglia

Paola e Martina

Mario

Paolo

Alessandro Frau

Grazie a tutti voi Equipaggi Sardi , Continentali ed Esteri

Il gruppo UDG Rassinabyracing

Grazie a tutti gli Ufficiali di Gara della Sardegna e della penisola

Grazie ai sindaci,  le Amministrazioni Comunali e la Polizia Locale di

Berchidda (Andrea Nieddu)

Loiri Porto San Paolo ( Francesco Lai e Andrea Piredda)

Calangianus ( Fabio Arbieri e Marco Tatti)

Alà dei Sardi  ( Francesco Ledda)

Oschiri (Roberto Carta)

Telti

Grazie alla Comunità Montana del Monte Acuto e al suo presidente Francesco Ledda.

Grazie alla Regione Sardegna  e in particolare all’Assessorato al Turismo nella persona di Gianni Chessa e i suoi collaboratori e all’ Assessorato Sport e Spettacolo nella persona di Andrea Biancareddu e i suoi collaboratori.

Grazie a Forestas

Al Comando della Forestale

Grazie alla provincia di Sassari

Grazie alla Prefettura di Sassari

Grazie al Comandante delle Polizia Stradale di Olbia

Grazie ai Comandanti di stazione dei Carabinieri di Berchidda, Calangianus, Oschiri e Monti.

Grazie ad Aci Sport Italia nelle persone di Daniele Settimo, Luciano Tedeschini e tutta la commissione Rally.

Grazie al Presidente di Automobile Club di Sassari Giulio Pes di San Vittorio

Grazie al Fiduciario Regionale Aci Sport Giuseppe Pirisinu

Grazie ai nostri impagabili e preziosi sponsor: Mida Rent, Giogantinu, Grimaldi Lines, Sardinia Ferries, Pirelli, OMP, Geasar, Mesu e Rios, Character, Asara Turismo, Lavor, Vercar, Nordcar, Elite Car, Punto Pubblicità Sanremo.

Ai nostri partner logistici Costa del Sole Travel, Allestire e GTR s.r.l

Ci rivediamo nel 2022.

Alessandro Taras, presidente Rassinaby Racing

 

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