Calangianus è un comune di circa 4000 abitanti della provincia di Sassari, in Sardegna.

Sorge su un altopiano ai piedi del monte Limbara, in una conca circondata da vigneti e dalle tipiche sugherete della Gallura, regione storica della Sardegna.

Dal 1979 è entrato a far parte della lista dei cento comuni più industrializzati d’Italia, per i meriti unici conseguiti in campo economico ed industriale. Il primo Rapporto del Cen.S.I.S. sulla situazione sociale della Sardegna l’ha classificata tra i 128 comuni verdi d’Italia a crescita integrata.

Calangianus è noto per l’arte tradizionale della lavorazione del sughero, caricandosi la definizione di “capitale del sughero”.

Il suo territorio comunale ingloba dal nord parte del Lago Liscia e parte della strada provinciale 38 sulla quale si estende il territorio di San Leonardo e l’agro si estende verso est fino alla valle Valentino e al monte La Eltica e verso ovest fino alle montagne di Monti Biancu, Monti di Deu e Punta Bandiera, inglobando il versante orientale del monte Limbara. Una piccola porzione del territorio comunale è riconducibile alla regione storica del Monteacuto.

Le architetture religiose di Calangianus risalgono principalmente al Medioevo, riportabili all’architettura barocca. Tra le principali la Chiesa parrocchiale di Santa Giusta, la Chiesa di Santa Croce, Oratorio di Nostra Signora del Rosario, Chiesa di Santa Maria degli Angeli e il Santuario di Nostra Signora delle Grazie.

Il Museo del sughero di Calangianus si trova all’interno del convento settecentesco. Edificato in due piani, possiede una ricca esposizione che descrive le attività e i prodotti principali della capitale del sughero. Ampia è la spiegazione, attraverso filmati ed attività dal vivo, riguardante ogni passo della lavorazione del sughero. Lo staff del museo organizza, ogni anno dal 2014, la “Giornata del Tappo di Sughero”.

Il Museo diocesano di arte sacra si trova all’interno dell’oratorio di Nostra Signora del Rosario, in via Roma 4. Possiede una ricca e caratteristica collezione d’arte sacra datata dal XVI al XVIII secolo, nonché un notevole patrimonio artistico donato da Padre Bonaventura.

(fonte: wikipedia.org)

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